Il Decreto FER X transitorio

Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 30 dicembre 2024
25/03/2025

Lo scorso 27 febbraio è stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica il Decreto ministeriale del 30 dicembre 2024, noto come Decreto FER X Transitorio, che introduce – fino al 31 dicembre 2025, salvo esaurimento anticipato del contingente di potenza previsto – un nuovo regime di incentivazione per impianti FER con costi vicini alla competitività di mercato.

Il provvedimento riguarda, più nello specifico, gli impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici, agrivoltaici, nonché quelli alimentati da gas residuati dai processi di depurazione. Rientrano nell’ambito di applicazione del decreto anche gli interventi di rifacimento integrale e parziale e di potenziamenti di impianti esistenti limitatamente alla nuova sezione di impianto ascrivibile al potenziamento.

Il provvedimento in esame prevede due distinte modalità di accesso agli incentivi:

(i) diretto, per gli impianti di potenza pari o inferiore a 1 MW i cui lavori siano avviati successivamente all’entrata in vigore del decreto;

(ii) attraverso procedure competitive basate su aste al ribasso per quelli di potenza superiore.

Complessivamente, sono previsti contingenti di potenza pari a 3 GW per impianti di piccola taglia e 14,65 GW per quelli di dimensioni maggiori, distribuiti tra fotovoltaico, eolico, idroelettrico e gas da depurazione.

Per poter beneficiare degli incentivi, gli impianti dovranno rispettare specifici requisiti tecnici, ambientali ed economici. In tal senso, per quelli di potenza superiore a 1 MW, sarà obbligatorio: (i) partecipare al Mercato di Bilanciamento e Ridispacciamento; (ii) il possesso del titolo abilitativo per la costruzione e l’esercizio dell’impianto; (iii) il preventivo di connessione alla rete elettrica accettato e validato dal sistema GAUDI di Terna; (iv) la conformità al principio del “Do Not Significant Harm”; (v) dimostrare la solidità finanziaria del soggetto richiedente.

In caso di un numero di richieste superiore alla disponibilità di contingenti, sarà data priorità agli impianti realizzati in aree idonee, a quelli che prevedono la rimozione di amianto o eternit, ai rifacimenti senza aumento della superficie occupata e agli impianti con sistemi di accumulo per una maggiore programmabilità della produzione. Saranno inoltre favoriti i progetti che dispongono di contratti di approvvigionamento a lungo termine e quelli per cui la richiesta di incentivo sia stata presentata prima rispetto ad altre.

Per garantire l’effettiva realizzazione degli impianti, è prevista la presentazione di una cauzione, suddivisa in una quota provvisoria e una definitiva: quest’ultima, pari al 10% del costo di investimento dell’impianto, verrà escussa dal GSE in caso di rinuncia o mancato rispetto dei tempi previsti per l’entrata in esercizio.

Per quanto concerne le modalità di remunerazione, gli impianti con potenza inferiore a 200 kW potranno beneficiare di un meccanismo di ritiro dell’energia da parte del GSE, con tariffa omnicomprensiva, mentre per quelli di dimensioni superiori è previsto un sistema di contratti “per differenza” a due vie: (i) se il prezzo di mercato dovesse risultare inferiore a quello di aggiudicazione, il GSE integrerà la differenza; viceversa; (ii) se il prezzo di mercato sarà più alto, il produttore dovrà restituire l’eccedenza.

Le tariffe incentivanti varieranno in base alla tecnologia dell’impianto, e sono previsti correttivi in aumento per alcune specifiche tipologie, come quelli fotovoltaici che sostituiscono coperture in amianto o quelli realizzati su specchi d’acqua.

Per accedere agli incentivi, gli impianti dovranno entrare in esercizio entro un massimo di 36 mesi dalla pubblicazione della graduatoria. Eventuali ritardi comporteranno penalizzazioni sulla tariffa: nei primi nove mesi di ritardo è prevista una decurtazione dello 0,2% per ogni mese, che sale allo 0,5% nei successivi sei mesi, fino a un massimo di 15 mesi di ritardo. Oltre tale limite, il soggetto perderà l’accesso agli incentivi.

In caso di mancata realizzazione, il GSE procederà all’escussione della cauzione definitiva, applicando riduzioni anche su eventuali future assegnazioni di incentivi per il medesimo impianto.

Il provvedimento analizzato si colloca in una fase cruciale per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia, delineando un sistema di incentivi che punta sia alla realizzazione di nuovi impianti sia al miglioramento di quelli esistenti. L’introduzione di procedure competitive per l’assegnazione delle risorse rappresenta un passo significativo verso una gestione più efficiente e trasparente del settore, garantendo che gli incentivi vadano a progetti solidi e realmente sostenibili.

Per le imprese e gli operatori del comparto, questo nuovo meccanismo implica la necessità di una preparazione attenta e strutturata, sia per accedere alle aste sia per soddisfare i requisiti tecnici e finanziari richiesti. In particolare, sarà fondamentale dimostrare solidità economica e capacità di realizzazione, oltre a rispettare le normative ambientali in linea con gli obiettivi europei. L’attesa ora è per l’approvazione delle Regole Operative, prevista entro aprile, che darà il via all’applicazione concreta di questo sistema di incentivazione. Il decreto non è solo un’opportunità di crescita per il settore, ma anche un elemento chiave della transizione energetica nazionale, ponendo le basi per un futuro sempre più orientato verso la sostenibilità e l’innovazione.

Ti può interessare anche: